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BLOW UP  (giugno 09)

Intervista di Enrico Bettinello
hanno provato a definirla in tutti i modi, scomodando Laurie Anderson e Tori Amos, Regina Spektor e il progressive...Petrina è certamente fra le artiste più originali e deliziosamente visionarie di questi ultimi tempi.

ILMUCCHIO  (luglio-agosto 09)

Intervista di Elena Raugei
è un genio. Di elevatissimo spessore artistico, il suo destabilizzante album in doma (DBR/Egea) riesce a combinare con spirito giocoso pop-rock e avanguardia. Tanta esperienza alle spalle, un sacco di idee a illuminare il presente e il futuro.

ALL ABOUT JAZZ  (maggio 09)

la voce è una cristallina viaggiatrice del suono che piacerebbe a Björk. Si ascoltano prima certi episodi alla Pj Harvey, poi affondi che paiono cantati "senza rete" come farebbe una Patti Smith miracolosamente ingentilita e femminile, e infine certi volteggi cari alle grandi signore della canzone italiana. Ma ogni accostamento equivale a ingabbiare Petrina e la sua musica in schemi che in doma afferra, rivolta e fa a pezzi piccoli piccoli riconsegnando all'ascoltatore un luccicante impasto sonoro fatto di stili comunicanti, precipitosi cambi di direzione, colpi di coda e richiami al passato tramite suoni moderni. Voto 3,5 su 4

ROCKERILLA  (maggio 09)

canzone d'autore? Non solo: musica nuova che con coraggio surfeggia transgenicamente tra modi e generi, linguaggi musicali, Klang e citazioni colte e popolari, da La Monte Young a Gino Paoli e alle suggestioni litoranee degli anni '60...Un album memorabile. Voto 8 su 10

EMOZIONI (Settembre 09)

Debora Petrina è un prodigio musicale italiano con una moltitudine di talenti che spaziano dal polistrumentismo (con predilezione per tastiere e piano) al canto di ricerca, dalla danza alla performance, dall’avanguardia dei gesti, alla fantasia del cantautorato.

IL MUCCHIO (giugno 09)

funambolico pastiche costruito su repentini cambi di atmosfere e (soprattutto) sulle mille sfumature di un canto tecnico e camaleontico che, intonando testi curiosi e surreali, passa dall'italiano all'inglese e allo spagnolo. Imprevedibile, giocoso e un minimo compiaciuto di sè stesso, in doma è, nel suo (non) genere, un piccolo capolavoro di estro, gusto e coraggio.

ROCKIT  (maggio 09)

canta in italiano, spagnolo, francese, inglese e ungherese. Allo stesso modo, nei suoi brani trovano posto influenze multiformi e caleidoscopiche: l'esperienza colta, il jazz, il drum'n'bass, il blues, il progressive, il pop, il Nick Cave delle murder ballads.

INDIE-EYE  (luglio 09)

meticolosa e perforante ricerca durata una carriera intera per Debora Petrina. in doma è la sintesi e il “debutto” ufficiale nella “forma pop” di un’artista che per anni ha percorso con sfrontatezza i territori della musica colta, il transito tra teatro e danza, le potenzialità ludiche e combinatorie della canzone con la mano in una scarpa e le gambe in aria.

BEAT MAGAZINE  (maggio 09)

in doma sembra quasi un manifesto di avanguardie contemporanee a partire dal titolo che esprime questo suo carattere irrequieto e indomito anche sotto il profilo musicale. Voto 7 su 10

STILE  (giugno 09)

trame elaborate catturano l’ascoltatore in un turbinio di idee e mood. Petrina riporta nella sua musica il ritmo del nostro tempo a volte così frenetico e schizofrenico, tenendo presente che, come lei stessa canta, “a fil di voce o in punta di dita, ho sempre pronta una via d’uscita”.

GIOIA (Dicembre 09)

canta in ungherese, inglese, italiano e francese, perché, spiega, in mente ha la torre di Babele con tutti i suoi liguaggi mescolati. E’ la padovana Debora Petrina, pianista visionaria e indefinibile.

JAM (Novembre 09)

Articolo di Ezio Guaitamacchi
creativa come Laurie, femminile come Tori, giocosa come le Cocorosie, ecco la pianista padovana che ha stregato il David Byrne dei Talking Heads.

BLOW UP  (maggio 09)

giunta a sparigliare e turbare i sogni degli ignari geometri della canzonetta così come quelli dei visionari dell'avanguardia, Petrina sferruzza a maglia dodici tracce che rischiano di portarsi a casa l'intero banco...Chi ha conosciuto Debora Petrina come notevole pianista di repertorio contemporaneo la ritroverà ora anche intrigante cantautrice dalle influenze inafferrabili...in doma ambisce a diventare così il feticcio misterioso di questa prima parte di 2009, troppo impertinente per essere sexy, troppo sensuale per non darci l'impressione di ridere alle spalle di chiunque pensi di averne capito il segreto. Voto 8 su 10

WONDEROUS STORIES (Ottobre 09)

Petrina è fondamentalmente un mistero. Come sia possibile che un’artista così eclettica ed innovativa possa debuttare discograficamente nel pieno della sua maturità compositiva (e per giunta autoproducendosi) è un enigma...Non ho dubbi: una delle migliori uscite del 2009.

RARO (Settembre 09)

mentre i rottami di quella che fu l’industria discografica italiana si arrabattano per imporre a costi elevati delle nullità provinciali, autrici come Debora Petrina dialogano disinvoltamente con la musica del mondo.

JAM  (maggio 09)

c'è un'affascinante figura femminile che si aggira tra pianoforti, toy piano e organetti...La voce di Petrina si avvolge in curiose e insolite melodie ricamate abilmente con tastiera o Fender Rhodes e canta di sms anonimi, avventure in piscina, bikini rosa, asteroidi: un po' come un'eccentrica Tori Amos che incontra una divertita ed energica Cristina Donà. Ma i paragoni non sono sufficienti a descrivere la sua musica, ogni brano si declina in modo diverso e inaspettato: sta all'ascoltatore lasciarsi rapire dalle fantasticherie contenute in questo dischetto. Voto 3 su 4.

IL MANIFESTO - ALIAS (Settembre 09)

pop in senso di pop-art, toni ironici, spiazzanti che risultano di straordinaria fattura tra rock, vintage e futurismo. Voto: immenso.

ROCKERILLA  (giugno 09)

Intervista di Massimo Marchini
in doma dimostra il suo eclettismo e anche un insolito, esuberante talento musicale che affonda delicatamente solide radici, in un fecondo terreno formato dal suo background classico (Debora è un’eccellente pianista). in doma è un lavoro dove con piglio zappiano convivono differenti generi e mood, dal jazz al rock, al punk e oltre.

RUMORE  (maggio 09)

tra una cantilena aggraziata e un guizzo vaudeville, un madrigale lunatico e un pizzico di caos organizzato, ne vien fuori il ritratto di un talento irrequieto.

AUDIO REVIEW (Giugno 09)

cantautrice, compositrice, arrangiatrice, pianista e tastierista, Debora Petrina è una delle figure più atipiche e affascinanti emerse negli ultimi tempi. Voto 8 su 10.

ITALIAN EMBASSY (maggio 09)

in doma è autoprodotto, casalingo, personale biglietto da visita di questa farfalla delle note che illustra una grande impressione di libertà above la semantica musicale.

ONDAROCK  (giugno 09)

scritto, cantato, suonato e prodotto da Petrina, sta e rimarrà come uno degli elevati risultati dell’arte del pop italico. E’, naturalmente, quello deviato ma colto, frivolo ma etico, compassato ma sconquassante. Fa più di tutto il paio con un universo interiore, già per metà esploso nel suo big bang, e con un ricettacolo di scontri creativi misteriosamente comandati.

LIVEROCK  (giugno 09)

cosa succede quando una dissennata creatività si scontra con un eclettico talento? probabilmente avviene un grande “boom!” data la mole dei due fattori o, più verosimilmente, se la strada scelta è quella musicale, nasce un disco come quello di Petrina.